
Preparare il proprio pensionamento implica navigare in un quadro normativo in evoluzione, tra la sospensione parziale della riforma del 2023 e le nuove regole sul cumulo lavoro-pensione annunciate per il 2027. L’attuale contesto rende la pianificazione più delicata rispetto a qualche anno fa, con parametri che potrebbero ancora evolversi entro gennaio 2028.
Incertezza normativa sulla pensione: cosa cambia concretamente
Il calendario della riforma delle pensioni del 2023 è stato sospeso dall’Assemblea nazionale fino a gennaio 2028. Questa decisione, convalidata il 16 dicembre 2025, congela temporaneamente l’innalzamento progressivo dell’età legale di pensionamento. Per i lavoratori nati dopo il 1964, la situazione rimane poco chiara: i parametri di età e di trimestri potrebbero essere rivisti al momento della ripresa delle discussioni parlamentari.
Da scoprire anche : Come ripristinare facilmente il vostro frigorifero Haier: passaggi e consigli pratici
Questa incertezza riguarda anche il cumulo lavoro-pensione. A partire dal 1° gennaio 2027, entreranno in vigore nuove regole:
- Prima dei 64 anni, la pensione potrà essere ridotta, o addirittura annullata, in base ai redditi da attività mantenuti dopo la liquidazione.
- Tra i 64 e i 67 anni, il cumulo rimarrà possibile ma limitato: oltre circa 7.000 euro annui di redditi da attività, si applicherà una riduzione del 50% dell’eccedenza.
- A partire dai 67 anni, il cumulo diventerà libero, senza limiti né riduzioni.
Per coloro che intendono continuare a lavorare dopo il pensionamento, queste soglie modificano la strategia. Liquidare la propria pensione troppo presto contando su un’integrazione da attività potrebbe rivelarsi meno vantaggioso del previsto se i redditi superano il limite.
Vedi anche : Come scegliere la SIM adatta per Doro: consigli e suggerimenti per anziani
Esistono risorse che dettagliano la procedura pensionistica su Finance Factory, che consentono di comprendere meglio le procedure amministrative in vigore.

Estratto conto carriera e trimestri mancanti: verificare prima di pianificare
L’estratto conto carriera rimane il documento di riferimento per valutare i propri diritti. Dal sito Info Pensione, un conto pensionistico unico raggruppa i dati di tutti i regimi obbligatori. Tutti i periodi contributivi, i trimestri validati e i punti Agirc-Arrco sono inclusi.
Le errori sugli estratti non sono rari. Periodi di disoccupazione mal riportati, lavori stagionali dimenticati, trimestri all’estero non contabilizzati: ogni anomalia può spostare la data di pensionamento al tasso pieno. Richiedere un aggiornamento dell’estratto conto diversi anni prima della data prevista lascia il tempo per ricostruire i documenti necessari (buste paga vecchie, attestati di Pôle emploi, certificati di lavoro).
Il numero di trimestri richiesti per il tasso pieno dipende dall’anno di nascita. Andare in pensione con un numero insufficiente di trimestri comporta una decurtazione definitiva sulla pensione di base. Questo calcolo merita di essere messo nero su bianco, distinguendo regime di base e regimi complementari, poiché le regole di decurtazione differiscono.
Domanda unica online da febbraio 2025
Dal 10 febbraio 2025, la richiesta di pensione si effettua in un’unica volta tramite il conto pensionistico Info Pensione, grazie a un modulo unico inter-regimi. In precedenza, era necessario contattare ogni cassa separatamente. Questa semplificazione riduce il rischio di dimenticare un regime, particolarmente per le persone che hanno avuto carriere miste (dipendente poi autonomo, ad esempio).
La domanda deve essere presentata diversi mesi prima della data di pensionamento desiderata. Aspettare l’ultimo momento espone a ritardi nel trattamento che possono posticipare il primo pagamento della pensione.
Rivalutazione delle pensioni e potere d’acquisto all’ingresso in pensione
L’importo della pensione non è fisso dopo la liquidazione. Le pensioni di base sono soggette a rivalutazioni periodiche, indicizzate all’inflazione al netto del tabacco misurata dall’Insee. Nel 2025, questa rivalutazione ha raggiunto il 2,2% al 1° gennaio, seguita da 0,9% al 1° gennaio 2026, dopo l’abbandono del congelamento inizialmente previsto dal governo.
Al contrario, le pensioni Agirc-Arrco seguono un calendario e regole di rivalutazione distinti. La differenza tra i due può amplificare una differenza di potere d’acquisto a seconda della quota di complementare nella pensione totale. Un futuro pensionato la cui pensione si basa principalmente sull’Agirc-Arrco non beneficia automaticamente degli stessi aggiustamenti di un dipendente la cui base rappresenta una quota più ampia.
Pensione progressiva: un dispositivo di transizione sotto-utilizzato
La pensione progressiva consente di ridurre il proprio tempo di lavoro iniziando a percepire una frazione della propria pensione. Il dipendente continua a contribuire sulla propria attività part-time, il che migliora i suoi diritti definitivi al momento della liquidazione completa.
Questo dispositivo richiede l’accordo del datore di lavoro sul passaggio a tempo parziale. I feedback sul campo divergono su questo punto: alcuni datori di lavoro vedono in esso uno strumento di gestione previsionale delle uscite, altri frenano per mancanza di conoscenza del meccanismo o per vincoli organizzativi. Il dipendente che desidera beneficiarne ha interesse a affrontare l’argomento per tempo, almeno un anno prima della data prevista.

Risparmio pensionistico e PER: decidere in base al proprio orizzonte
Il Piano di Risparmio Pensionistico (PER) consente di costituire un’integrazione di reddito, con un vantaggio fiscale all’ingresso sotto forma di deduzione dei versamenti dal reddito imponibile. L’uscita può avvenire in capitale, in rendita vitalizia, o combinando entrambi.
La scelta tra capitale e rendita dipende dalla situazione personale. Un’uscita in capitale può finanziare un progetto specifico (lavori di adattamento dell’abitazione, rimborso di un prestito), mentre la rendita garantisce un reddito regolare. La fiscalità differisce a seconda del modo di uscita scelto, e la decisione merita un calcolo preciso che tenga conto dell’aliquota marginale di imposizione al momento della liquidazione.
Per i lavoratori autonomi, il PER rappresenta spesso il principale leva di integrazione, poiché la loro pensione di base è generalmente più bassa rispetto a quella dei dipendenti con redditi equivalenti. I dati disponibili non consentono di fissare un importo ideale di risparmio: dipende dal divario tra la pensione stimata e il livello di vita desiderato.
La preparazione di un pensionamento dipende tanto dalla padronanza dei parametri amministrativi quanto dalla capacità di anticipare regole suscettibili di cambiare. Verificare il proprio estratto conto carriera fin da ora, simulare diversi scenari di età di pensionamento e seguire l’evoluzione legislativa fino al 2028 rimangono i tre leve concreti su cui ogni futuro pensionato mantiene il controllo.